2 novembre 2026
Lorenzo nel cuore, dal dolore alla prevenzione: una rete di medici volontari per la diagnosi precoce
Ci sono diversi modi per elaborare il lutto. C’è chi si chiude nella sofferenza, ma c’è anche chi quel dolore lo trasforma in un gesto di altruismo verso gli altri.
Lorenzo aveva 43 anni e due figli piccoli quando il suo cuore ha smesso di battere. Un epilogo che avrebbe potuto essere evitato, se avesse fatto dei controlli. Un dolore devastante per tutta la sua famiglia e la consapevolezza che quella sua disattenzione potesse essere da monito agli altri.
Era il 2018. Due anni dopo i familiari danno vita a un’associazione che punta alla prevenzione, riunendo medici volontari, specializzati in vari ambiti, e comprando attrezzature diagnostiche. Con l’obiettivo di offrire alle persone, in particolare quelle con difficoltà economiche, la possibilità di essere visitati da specialisti e intercettare in tempo eventuali patologie potenzialmente mortali.
Il nome scelto è significativo: Lorenzo nel cuore. L’associazione è nata ad Atri, città dove Lorenzo e la sua famiglia hanno sempre vissuto, ed è ospitata nei locali di Palazzo Illuminati, in Corso Elio Adriano 51/53.
«La mia finalità è stata sempre la diagnosi precoce delle principali malattie mortali: cardiologiche, respiratorie e polmonari» spiega Pietro Literio, fratello di Lorenzo e presidente dell’associazione. «Non so nemmeno come sono partito e cosa ho fatto, so solo che l’ho fatto, chiedendo aiuto ad altri familiari. L’associazione è nata nel 2020. Il Covid ci ha un po’ frenati, ma appena passata l’emergenza ho iniziato a cercare dei medici volontari: ne ho trovati due e siamo partiti, con il supporto del Comune di Atri, che ci ha messo a disposizione i locali in pieno centro storico. Da lì è stato un crescendo, io non mi fermo mai. Ho trovato altri medici e oggi siamo una realtà grande per Atri».
Le difficoltà non sono mancate, soprattutto dal punto di vista economico. «All’inizio ci siamo indebitati. Abbiamo chiesto un prestito di trentamila euro che stiamo ancora finendo di pagare, acquistato apparecchi e messo a norma le strutture. Nel frattempo, sono arrivati altri medici, sono state necessarie altre apparecchiature. Adesso abbiamo ecografi portatili e non, uno di ultima generazione appena acquistato che permette di fare ecografie a 360 gradi, poi un ecografo portatile, uno spirometro, holter cardiaci e pressori. Vorremmo implementare anche altri apparecchi per la diagnosi del diabete. Proprio questa estate – altro miracolo di Lorenzo- sotto Ferragosto, dove è impensabile poter lavorare, abbiamo realizzato un progetto molto importante, creando altri due studi medici attigui al primo. È con noi da poco anche un professionista che si occupa di chirurgia mininvasiva».
Oltre alla prevenzione e alla diagnosi precoce delle malattie potenzialmente mortali, l’associazione ha come finalità «la promozione e la tutela attiva della salute, della qualità della vita e del benessere, individuale e di comunità». Si rivolge a tutti i cittadini del territorio, con priorità «per i più bisogni e svantaggiati economicamente e a tutti coloro che non hanno mai effettuato controlli medici».
Le visite specialistiche e gli esami attualmente effettuabili riguardano: la cardiologia (con i medici Antonio Moscianese Santori, Marcello Caputo, Bruno Loffredo, Francesco Massi); ortopedia (dottor Giuseppe De Sanctis); fisiopatologia respiratoria (dottor Donato De Sanctis); senologia (dottor Claudio Saragani); pediatria (dottoressa Valeria Pirocchi); gastroenterologia (dottor Massimo Luciani); ecografia al seno, all’addome e al collo (professoressa Raffaella Basilico); chirurgia mininvasiva (dottor Rossano Di Quirico).
Lo staff è ulteriormente arricchito dal personale paramedico e amministrativo: l’avvocato Antonino Orsatti; la responsabile amministrativa Giuditta Fanese; gli infermieri Giuseppe Forcella, Paola D’Alessandro, Rina Materassi, Franca Ferretti e Walter Cantarini; gli OSS Maria Modestini Tesei e Piero Modestini; l’infermiera e ostetrica Maria Corsi; gli amministrativi Valter Carulli e Pino Zucchetti; il grafico Riccardo Costantini; Andrea Pallini alla logistica.
Le visite sono effettuabili gratuitamente, o a fronte di una donazione volontaria, tramite prenotazione al numero 327 0820965 (telefonica o tramite messaggio su WhatsApp).
La gran parte dei volontari è in pensione e mette a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze con uno spirito autenticamente altruistico. Sono complessivamente 26 le persone che ruotano intorno all’associazione: tra i 9 e i 10 medici e circa 16-17 tra infermieri e operatori sociosanitari. Un gruppo nel quale Pietro Literio tiene a includere anche chi oggi non c’è più, ma ha dato un contributo fondamentale alla crescita del progetto.
«Abbiamo una squadra di professionisti che copre quasi tutte le principali specialità mediche. La nostra attenzione è rivolta soprattutto alla prevenzione cardiologica e delle patologie respiratorie, ma anche alla diagnosi precoce delle malattie oncologiche e di altre patologie potenzialmente gravi. Portiamo avanti anche attività di sensibilizzazione nelle scuole, perché crediamo che la cultura della prevenzione debba iniziare fin da giovani».
In questi sei anni di attività, nonostante le difficoltà legate anche al periodo della pandemia, l’associazione ha accolto oltre quattromila persone provenienti da Atri e dai comuni limitrofi.
«Siamo aperti a tutti, ma diamo priorità alle persone economicamente svantaggiate, a quelle che rientrano nelle fasce di rischio e a chi non effettua controlli medici da almeno uno o due anni. La nostra sede, in un palazzo storico nel cuore di Atri, contribuisce a creare un ambiente accogliente. Il contesto, in cui si incontrano arte e medicina, è rassicurante per i pazienti. Anche chi ha timore di entrare in un ospedale qui ci viene volentieri».
Un’attività che ha già prodotto risultati importanti. «Finora abbiamo intercettato una ventina di patologie potenzialmente mortali: problemi cardiologici, tumori al seno, patologie addominali e anche polmonari. Sono risultati che ci danno la forza di andare avanti e confermano quanto sia fondamentale la prevenzione. Voglio ringraziare tutte le persone che ci sono vicine. Quotidianamente riceviamo aiuti attraverso raccolte fondi e donazioni spontanee. Ma lo strumento che ci sostiene maggiormente è il 5 per mille: quasi mille persone ogni anno scelgono di destinarlo alla nostra associazione. È un contributo preziosissimo, perché le apparecchiature e i macchinari diagnostici hanno costi molto elevati e sono indispensabili per ampliare i servizi. Chiediamo a tutti di continuare a sostenerci e, a chi ancora non lo fa, di aiutarci attraverso la scelta del 5 per mille».
Poi il pensiero torna inevitabilmente a Lorenzo, ai ricordi che Pietro porta nel cuore: «Ne avrei tantissimi, ma ce n’è uno che porto dentro in modo particolare, forse il più bello e allo stesso tempo il più doloroso. La sera in cui è morto mi aspettava per guardare insieme la partita del Pescara, alle 20,30. Ha avuto l’attacco intorno alle 19,40. Ricordo anche alcune estati in cui siamo stati particolarmente vicini. Avevamo sei anni di differenza, che non sono pochi, ma quando lui aveva 18-19 anni e io 24-25 abbiamo condiviso tanti momenti e ci siamo avvicinati molto». Di Lorenzo, a distanza di anni, Pietro continua a raccogliere testimonianze e parole di affetto. «C’è una cosa che mi colpisce ancora oggi: tutte le persone che lo hanno conosciuto mi dicono che era una brava persona e che avevano una grande stima di lui. Ha lasciato un ricordo meraviglioso. Si faceva voler bene da tutti, o quasi, soprattutto per la sua generosità. Ed è proprio questo lo spirito che cerchiamo di portare avanti con l’associazione. Chi può lascia una donazione, ma la nostra finalità resta quella di offrire un servizio gratuito, mettendoci al fianco delle persone che hanno bisogno».
Un impegno che ha superato i confini della comunità locale e che nel 2024 ha ricevuto anche un importante riconoscimento istituzionale: quello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un attestato che dà ulteriore valore a un progetto nato da una perdita dolorosa e trasformato in un’opportunità di prevenzione per migliaia di persone. «Lorenzo è nel cuore, questo muove il nostro agire. Tanti lo conoscono ora con l’associazione che porta il suo nome, per noi è un modo per mantenerne vivo il ricordo, facendo del bene agli altri».